Nuova fase di consolidamento dei prezzi per Banca Mediolanum

Complice la crisi dello spread tutto il comparto del risparmio gestito ha subito forti cali, spesso non motivati da fondamentali di bilancio come per Banca Mediolanum, che continua a "sfornare" dati positivi di raccolta netta, ma con le quotazioni che cercano di consolidare i recenti minimi.Nel panorama del risparmio gestito colpito dalle vendite in maniera eccessivamente "punitiva" visti i fondamentali di molte società, spicca Banca Mediolanum che continua a presentare dati positivi sulla raccolta netta cresciuta anche nel mese di maggio 252 milioni. Notizie positive tanto da convincere la società a spendere oltre due milioni per l'acquisto di azioni proprie, opportunità offerta evidentemente dal forte ribasso delle quotazioni, che lo scorso 6 giugno hanno toccato i minimi a quota 5.75 euro, con una perdita di valore di oltre il 28 per cento dai massimi a 8.06 di inizio febbraio scorso.La zona di consolidamento dei prezzi in formazione da poche sedute consente solo di sperare su recupero verso le resistenze più vicine come 6.55 e 6.95 euro, ma mancano ancora conferme che potrebbero arrivare da un ulteriore allungo rialzista del indice azionario italiano.L'analisi dell oscillatore di trend cci fa emergere un quadro di forte rallentamento della tendenza in atto, riportando valore molto vicino allo zero e mostrando un chiara divergenza rialzista dei prezzi la cui conferma arriverebbe con una chiusura dei prezzi a quota 6.25 euro.Per chi volesse acquistare Banca MediolanumAttendere la fine dalla fase di consolidamento della zona di prezzo compresa tra 5,75 e 6.21 attualmente ancora in essere. Per investimenti di medio periodo accumulare nuove posizioni "lunghe" ai prezzi attuali, monitorando il forte livello di supporto in area 5.10 euro, la cui violazione appare improbabile al momento.Per chi volesse vendere Banca MediolanumCollocare posizioni "corte" a ridosso della resistenza a 6.95 euro con stop a 7.15 e primo take a 6.35 euro, tenuto conto del fatto che il forte ribasso già subito dalle quotazione non consente l'inserimento di posizioni ribassiste a prezzi più bassi, con un profilo di rischio adeguato dato da un rapporto tra costi e ricavi positivo.